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LATTE E VIOLENZA

In un bicchiere di latte c’è una delle sofferenze più terribili, ingiuste ed inumane che si possa infliggere ad un essere vivente senziente.
Chiudete per qualche istante gli occhi ed immaginate che qualcuno porti via per sempre vostro figlio….
Agghiacciante vero?

Questo il trattamento riservato alle mucche ed ai propri piccoli, tutto perché il latte destinato a loro possa essere bevuto da noi. La vita di questo pacifici e meravigliosi animali è segnata da violenze continue sin dalla loro nascita.

I vitelli per l’industria lattiero-casearia, non sono fonte di guadagno e così a pochi giorni dalla nascita, vengono separati dalle madri, creando un fortissimo disagio e stress psicologico in entrambi, nonchè una grandissima sofferenza. I vitelli saranno poi rinchiusi in minuscoli box, dove verranno messi all’ingrasso e alimentati con latte artificiale…..saranno uccisi dopo pochi mesi.
Il destino delle femmine è ancora più cruento, poiché viene perpetrato nel tempo fino alla morte.

MUCCHE A TERRA

Le mucche da latte vengono selezionate geneticamente, ed esattamente come ogni mammifero (essere umano compreso) producono latte solo dopo il parto ed è per questo che verranno ingravidate artificialmente ogni anno, e dopo aver negato il diritto naturale e sacrosanto al cucciolo di essere allattato dalla propria madre, quest’ultima sarà attaccata ad una macchina che tira via il latte, stimolata a produrne quanto più possibile, ovvero fino a dieci volte di quanto ne berrebbe un vitello normalmente.

Questa situazione violenta ed innaturale provoca nelle mucche disturbi di deambulazione, come la zoppia, causata dalle mammelle estremamente pesanti ed infezioni come la mastite, un’infiammazione alla ghiandola mammaria.

Queste infezioni vengono curate con potenti antibiotici, che ovviamente andranno a contaminare il latte, insieme a ormoni batteri e cellule somatiche.
Per far fronte a questo problema è stata creata un’apposita normativa comunitaria (Direttiva Europea 92/46/CEE recepita dal DPR 14.01.1997 N. 54) che stabilisce il limite di batteri e cellule somatiche che possono finire nel latte.

Secondo loro, il quantitativo che non sarebbe dannoso per la nostra salute, ammonterebbe fino a 400 milioni di cellule somatiche e 100 milioni di germi per litro.
Le mucche in natura sono longeve, possono vivere fino a 25 anni, talvolta arrivano anche ai 40 anni d’età, ma a causa di questo stile di vita fatto di costrizioni, soprusi e abusi non arrivano ai 5 anni di vita.

Alla fine della loro ‘carriera’ le mucche saranno così stremate che non saranno più in grado di reggersi letteralmente sulle proprie zampe ‘mucche a terra’. Questo il risultato di una vita fatta di continue gravidanze forzate è uno stile di vita innaturale, le mucche a terra verranno condotte al mattatoio, ma non ci arriveranno sulle proprie zampe, ma prese di peso con dei macchinari e ammassate sui camion della morte.
Stessa sorte tocca alle loro cugine: le bufale, conosciute per la famosa mozzarella.

IL TERRIBILE DESTINO DEI BUFALOTTI

Le bufale, vanno incontro alla stessa malevola sorte, eccetto che per una questione: i bufalotti.
È bene sapere che, i bufalotti, i figli maschi delle bufale, non sono utili ai fini economici né per l’ industria lattiero-casearia né per l’industria della carne, per cui diventano un peso sul groppone dell’allevatore.
E come farà l’allevatore a liberarsi di questo peso senza spendere un euro? Beh, ci sono diversi metodi quali: annegarli, soffocarli con matasse di paglia in gola, impiccarli, seppellirli vivi, lasciarli morire di stenti….

Per gli allevatori sono spazzatura, spazzatura da smaltire a costo zero, ma non sono spazzatura, sono esseri viventi che a poche ore dalla loro venuta al mondo hanno conosciuto la paura, l’orrore, la morte, l’essere umano.

Ma cosa resta di umano a chi si macchia di questi orribili delitti contro la vita?
Beh, siamo arrivati alla fine, anche se di cose da dire ce ne sarebbero tante altre…..
Ma adesso ciò che vorrei chiederti, caro lettore o cara lettrice, dopo aver letto tutto questo, credi che il tuo bicchiere di latte valga davvero la sofferenza di una madre? O la tua mozzarella la morte atroce di un piccolo appena nato?
Pensaci.

Autrice: Fabiana de Crescenzo di Vegan project

Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”