ZERO WASTE FAMILY LIFE – Una Famiglia Ecosostenibile ci racconta la sua esperienza

Attraverso questo articolo, Kerstin, una mamma vegan, ci racconterà la sua esperienza personale e ci darà i consigli per condurre una vita ecosostenibile.

Buona Lettura..

Tutto è iniziato circa dodici anni fa, quando mi sono avvicinata al mondo del biologico. Man man che mi inoltravo nella scoperta di questo mondo (un mondo giusto, tra parentesi) mi si aprivano nuovi, infiniti orizzonti. E’ li che è nata la parte attiva della mia coscienza ecologica. Dico parte attiva perché penso che dentro di me ci fosse il germe, intuivo cosa era giusto e cosa no, ma non avevo strumenti ed informazioni necessarie a far fiorire le mie capacità e volontà.

Li è iniziato tutto, la voglia di essere sostenibile, la certezza che ognuno può fare la differenza, attraverso le proprie azioni e le proprie scelte. Così ho iniziato ad acquistare attraverso i GAS (gruppi di acquisto solidale ), ad utilizzare sportine riutilizzabili, a cercare di limitare i miei consumi, e via di questo passo. Quando sono rimasta incinta, è avvenuto un cambiamento ancor più radicale. La responsabilità verso il futuro si è fatta tangibile più che mai, inoltre man mano che gli anni passano purtroppo la situazione peggiora a livello di inquinamento, e ormai direi che è cosa nota e sotto gli occhi di tutti- di tutti coloro che non si fingono ciechi.

La plastica

Il mio nemico numero uno è la plastica. Come famiglia, è un grande, faticoso impegno. Perché la plastica è ovunque, sempre presente, costantemente. Sono tante, tantissime le scelte che coinvolge, e i cambiamenti che richiede il non utilizzo sono radicali. Noi cerchiamo di fare del nostro meglio, come genitori sentiamo la responsabilità non solo di agire al meglio per il futuro dei nostri e di tutti i figli e abitanti del pianeta (compresi i nostri fratelli Anima-li), ma soprattutto quella di educare attraverso l’esempio e le sani abitudini quelli che saranno davvero gli abitanti del futuro, un futuro come non c’è mai stato finora e proprio a causa della nostra specie. Senza voler essere troppo drammatici purtroppo la realtà è che l’umanità ha iniziato ad affrontare e sempre più dovrà farlo una crisi ecologica come mai prima d’ora, con conseguenze altamente impattanti su tutto il pianeta.

Ricordo che 30 anni fa in spiaggia o nei boschi trovavo solo conchiglie, sabbia, granchi, ciclamini, funghi e mughetti. Man mano che gli anni passavano, aumentava la quantità di schifezze. Dapprima erano più che altro filtri di sigaretta, poi hanno iniziato a comparire bicchieri di plastica usa e getta, contenitori, involucri… e ad oggi se vai in spiaggia, soprattutto nel periodo invernale delle mareggiate trovi di tutto, dal flacone del detersivo per la lavatrice agli assorbenti intimi, a cordini, reti da pescatori, tappi, bastoncini, contenitori, cavi, cover per smartphone, elastici, e insomma… basterebbe elencare TUTTI i prodotti in plastica che esistono a questo mondo: sicuramente li troveremmo anche in spiaggia.

Questa vita frettolosa e di facile accesso (per noi che siamo i paesi fortunati s’intende, perché la maggior parte delle persone di questo pianeta vive in condizioni ancora precarie da tutti i punti di vista) ha un costo ambientale enorme. La plastica inquina i mari e le terre. Avvelena gli animali marini che, confusi, se ne cibano andando incontro ad una lenta ed agonizzante morte. Gli uccelli si ritrovano ad utilizzare parti di plastica per costruire i loro nidi o per cibare i propri piccoli. E questo riguarda le plastiche più grosse, che risultano scioccanti e di impatto perché sono ben visibili, come la Pacific Trash Vortex; ma un pericolo ancora maggiore viene dalle microplastiche, che, nonostante il nome fanno macrodanni. Vi invito a leggere questo studio pubblicato da Repubblica, intitolato “Tutta la plastica che beviamo”. Il fatto è che la natura, a differenza di noi uomini antropocentrici, è equilibrata e collegata, dunque nessuno si salva… tutto è un cerchio, e prima o poi tutti pagano le conseguenze di azioni sbagliate. Eppure, la società intorno a noi supporta in tutto e per tutto questo sistema assolutamente indecente basato sul consumismo sfrenato.

Ho letto una frase che mi è molto piaciuta “ If it can’t be reduce, reused, repaired, rebuilt, refurbished, resold, recycled, or composted, then it should be restricted, designed or removed from production.” di Pete Seeger…e non potrei trovarmi più d’accordo (tra l’altro questa frase mi fa venire in mente la scena de “Il pianeta verde” dove ad un certo punto i ragazzi spiegano che, nella loro preistoria, ovvero nella rivoluzione post industriale, ciò che era dannoso veniva eliminato e non più utilizzato dagli umani).

Necessità dei piccoli.

Come famiglia e come persone le nostre scelte sono state diverse. Per essere zero waste o low waste il primo passo è RIDURRE. Dunque il primo step da fare è entrare in una forma mentale per cui impariamo a spogliarci del superfluo e impariamo a focalizzare sulle fondamentali. Gli oggetti stanno prendendo un posto sempre più grande nella vita delle persone, anzi, a volte pare determinino la qualità e la felicità della vita stessa. Ma la felicità va ricercata in altri luoghi, non certo in un oggetto.

Il secondo passo è fare acquisti mirati e consapevoli. Per esempio, il più banale ma nemmeno troppo è stato quello dei pannolini lavabili. Sono tre anni che li usiamo, li abbiamo usati per Mete, poi per Rumi e presto li useremo per la bambina che sta per arrivare. Mai acquisto fu più saggio! La routine dei pannolini è certamente una cosa in più da fare ma è… appunto una routine. Abbiamo la fortuna di avere la lavatrice al giorno d’oggi quindi l’impegno che ci richiede questa azione è davvero minimo. Noi ci siamo attrezzati in modo da utilizzarli sempre, anche in viaggio, e negli anni abbiamo fatto un uso davvero minimo dei pannolini usa e getta. Un’altra scelta è stata quella di acquistare solo giocattoli di legno e se di plastica solo di seconda mano (oppure ecologici: lo sapete che esistono dei blocchi tipo lego completamente biodegradabili e di origine vegetale; oppure i set da spiaggia in un materiale ottenuto dalle alghe sempre 100% biodegrabile?).

Abbiamo – e tutt’ora lo stiamo facendo- focalizzato i nostri sforzi su giochi sostenibili ma, soprattutto, ci impegniamo a regalare a noi e ai nostri figli del tempo insieme. Anche questo ha un costo al giorno d’oggi, per cui la nostra scelta è stata quella di meno oggetti e più tempo.

Ai bambini serve davvero poco, le fondamentali di cui hanno necessità per crescere felici e sereni sono genitori presenti, spazi e tempi in natura per poter crescere attraverso il gioco e la scoperta, qualche libro, qualche gioco, possibilmente dei viaggi. A livello di oggetti sono davvero minimalisti nello spirito: riempiteli di giochi e giochini e li troverete comunque a giocare con il vostro mazzo di chiavi o con i mestoli della cucina. I bambini sono attratti dalla scoperta, dal reale, dalla vita vera: per loro è un processo di sviluppo e di crescita, per cui meglio fare un cesto delle meraviglie che comprare troppi giochi inutili. In generale poi abbiamo acquistato pochissime cose e quasi tutte usate: passeggino, Ergobaby, letto. Non abbiamo comprato il 97% delle cose che vengono proposte nelle “Liste nascita” perché, soprattutto il neonato, ha bisogno di poche, pochissime cose materiali ma di tanto, tanto contatto.

Abbigliamento

Un’altro punto per noi importante è l’abbigliamento. L’industria della moda è altamente inquinante e inoltre induce le persone ad acquistare abiti inutili nella illusoria speranza di felicità momentanea dettata da uno shopping compulsivo, legata per lo più a degli specifici brand senza i quali il tuo status non è sufficiente per essere accettato dalla società. Una vera e propria schiavitù ma soprattutto un enorme danno ambientale: l’industria della fast fashion è altamente inquinante (utilizza sostanze chimiche dannose, oltre che a produrre tonnellate di vestiti che verrano buttati dopo pochi mesi), e sfrutta i lavoratori (soprattutto donne e bambini nei paesi in via di sviluppo).

Invece il mercato dell’usato offre moltissime opportunità per vestire tutta la famiglia con pezzi bellissimi, scarpe comprese, risparmiando e soprattutto aiutando così l’ambiente. Se invece acquistiamo nuovo, cerchiamo di acquistare quanto più possibile brand meritevoli che si impegnano per il rispetto dell’ambiente e del lavoratore, e scegliendo sempre materiali naturali come lino, canapa e cotone bio.

Alimentazione

Molto importante è il cibo: cerchiamo di comprare per la maggior parte sfuso, utilizzando sportine riutilizzabili (che ho fatto io) e quando siamo in giro, che sia viaggio o un salto al mare , ci portiamo sempre – o quasi- il nostro cibo e la nostra acqua in borraccia. Il cibo perfetto è sempre la frutta, che ha i suoi involucri naturali testati da millenni di evoluzione… e poi si può sempre aggiungere qualcosa in contenitori di vetro o bamboo. Abbiamo anche le nostre posate riutilizzabili di bamboo e acacia e dunque è facile avere tutto a portata di mano senza molto ingombro o molto peso aggiuntivo. Inoltre così per noi è molto più facile avere sempre snack vegan e salutari da consumare insieme ai bambini… evitando cibo preconfezionato e processato industrialmente.

Inoltre cerchiamo di educare i nostri figli sulla filiera del cibo attraverso il nostro orto e il nostro frutteto, e in generale cerchiamo sempre di spiegare loro da dove viene il cibo e quali sforzi comporta, affinché imparino il valore di ciò che mangiano e non diano per scontato che esso si trovi nei banconi del super tutti i mesi dell’anno come un atto dovuto e scontato… Crediamo che l’educazione e la conoscenza su questo argomento sia di fondamentale importanza: loro sono il futuro e solo un pensiero nuovo su come e cosa consumare potrà cambiare il corso delle cose un domani.ù

Igiene personale e della casa

C’è poi  l’igiene personale, dove in generale tutto si risolve con le saponette: shampoo solido, sapone per le mani, sapone per la doccia. Per l’intimo ho provato a prendere una saponetta delicata all’amido di riso che funzionava molto bene, ma che ho sospeso poiché in gravidanza tutto è diverso e non andava bene. Usiamo dunque un prodotto liquido ma ricaricabile, sempre biologico. Usiamo pochi altri prodotti a parte il dentifricio e le saponette: olio per idratarci e aloe vera. Ci sono poi gli spazzolini di bamboo, il rasoio di acciaio, la spazzola di legno… in generale pochi prodotti, ma validi e di materiali naturali e/o durevoli.

Per l’igiene della casa e del bucato in generale optiamo per l’aceto, che spero presto autoprodurremo visto che abbiamo un vigneto, il bicarbonato e per la lavatrice alterniamo le noci saponine al detersivo in polvere autoprodotto. Per pulire usiamo strofinacci ottenuti da vecchi asciugamani e/o lenzuola. Vi garantisco che mai detto fu più veritiero di “Less is more”: più semplificherete, più la vostra vita sarà facile, meno dispendiosa in energie e danaro, senza peccare nel risultato che sarà altrettanto valido di quando usavate 1000 prodotti diversi (ci sono passata anche io :p ).

Cambiamento

Non sempre siamo virtuosi, cerchiamo di esserlo il più possibile, ma ovviamente nulla è perfetto ( e tanto meno lo siamo noi) e comunque la perfezione non è l’obiettivo: l’obiettivo è cercare di essere il più possibile sostenibili. Soprattutto puntiamo sull’esempio e su una educazione ecologica, sociale e consapevole dei nostri figli, se andiamo al mare raccogliamo sempre un po’ di plastica e rifiuti da portare via insieme a loro, se siamo in giro gli facciamo notare se c’è sporcizia e spieghiamo perché non è giusto comportarsi così, e via di questo passo.

E’ una grande responsabilità quella che abbiamo, soprattutto nei loro confronti: cosa dovrebbero pensare di noi un domani qualora si rendessero conto che eravamo in questa situazione e non abbiamo fatto nulla? L’azione è sempre il miglior esempio, vale più di mille parole e anche se si tratta di una azione piccola, tante piccole azioni fanno un grande cambiamento. Se è vero che da un lato è un impegno, è vero anche che è una questione di abitudine e di giusto mindset: una volta fatto nostro sarà per  noi la normalità, e dunque sarà tutto più spontaneo e facile. E non lasciamoci sconfortare da ciò che ci circonda, l’evoluzione è un processo lungo e complesso, che nasce in sordina da tanti singoli che iniziano ad agire, per poi diffondersi a macchia d’olio a tutti.


Contatti di  Kerstin ↓

Blog:  www.mama-rainbow.com

Instagram: Mama_Rainbow


“Now I can change the world

With my own two hands

Make it a better place

With my own two hands

And I could clean up the Earth

With my own two hands”

Ben Harper